Prima tappa del mini tour "SUBmission": lunedì 21 giugno a Modena presso il parco XXII aprile, dalle ore 21. In occasione della "Festa europea della musica" (21 giugno, data ormai storica) prende il via il mini tour di presentazione in anteprima della compilation Indies against IN(vi)DIE.

Serata di matrice rock caratterizzata dalla varietà di influenze nella proposta delle tre bands.

Protagonista l'indie post rock dei Velvet Score, band fiorentina all'esordio discografico con l'album Youth (black candy/audioglobe) in cui si respira proprio l’atmosfera della giovinezza, caratterizzata da improvvisi cambi d’umore, da pagine di assoluta dolcezza mescolate a dolorose asperità.

Inlimine, precede i fiorentini, vi porterà in un non-luogo, illuminato dal loro abatjour rock, in cui abitano fate, folletti, gobbi e orchi, come interpreti di storielle e filastrocche dai caratteri medioevali; hard rock ed ermetismo sonico nato a mt 1209 (Piandelagotti) saltellando tra percorsi scoscesi con la consapevolezza di non avere segnali che indicano la via.

L'apertura del concerto è affidata all'energia indietronics di Odorama: indie rock contaminato con break beat, drum 'n bass e scratch "made in DjCecc". Grande carica e brani ballabili alternati a suoni che potrebbero descrivere film; anche i profumi? Tutto abilmente concepito in strutture pop.

SUBmission: lun 21 giugno parco XXII aprile, Modena
dalle ore 21 - dj set a cura di DjCecc

promosso da Centro Musica, ARCI nuova associazione, SUB "suoni untie bisunti"


www.subrecords.com
info@subrecords.com
info line: 059/206651

 

PRESSzone:
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Velvet Score

Il 2002 è contraddistinto da un forte lavoro in studio, dove, con i pochi mezzi disponibili è stato registrato e mixato "Little things of this world" primo EP di autoproduzione del quale sono allegate due recensioni: una da www.rockit.it e una da www.movimenta.com.Il 2003 si presenta anch'esso come un anno di forte esperienza live nella regione toscana, ma anche un anno di soddisfazioni: l'8 aprile 2003 sulle frequenze di Rock FM viene mandata in onda "Suzie & Leo will merrie tomorrow" e la band gode di un intervista da parte di Giulio Caperdoni, conduttore della trasmissione ECLETTICA. I Suoni della Formazione rimangono in continua evoluzione grazie a nuovi strumenti, nuove idee e collaborazioni con musicisti di formazione più classica e prende vita "Danmark.sept.'02", secondo EP di autoproduzione realizzato. Ed è proprio verso la fine del 2003 che i nostri vengono contattati dall'etichetta fiorentina Black Candy per la quale uscirà intorno al mese di aprile 2004 il loro primo CD.

IL MUCCHIO SELVAGGIO
n°581 1-7/06/04

Non avrebbero potuto trovare titolo più indovinato, i Velvet Score, per il loro album d’esordio, perché l’atmosfera che si respira nei sette pezzi è proprio quella giovinezza, caratterizzata da improvvisi cambi d’umore, da pagine di assoluta dolcezza mescolate a dolorose asperità. Proprio come la musica del quartetto toscano, autore di un indie rock altamente evocativo, dove i riferimenti ad un determinato scenario “post” (Mogwai, Tortoise, i nostri Giardini di Mirò) si contaminano con richiami a certi Cure e a una vicinanza, forse più attitudinale che sonora, alla filosofia slacker di metà anni Novanta.
Si passa quindi dalla malinconia soffusa di “Crying On Pop Corn” e dal carillon di “Summer Exist Part.1” alle spigolosità dell’introduttiva “Back to the Painter’s Brush” e di “Suzie & Leo Will Marry Tomorrow” (dedicata a Su zanne Vega e Leonard Cohen), tra sbalzi emotivi dal sicuro impatto e silenzi “pesanti”.
Il mood si mantiene sempre in bilico fra questi due opposti, favorito dalle liriche in inglese, mai banali e fortemente caratterizzate dall’indie pensiero che permea tutto il CD. Storie minimali, quindi, infarcite di riferimenti cinematografici e musicali.
A colpire maggiormente è l’abilità di scrittura dei Velvet Score, capaci di mantenere un filo melodico anche nei momenti più propriamente noise, e la buona personalità, che permette loro di uscire dai pericolosi steccati di genere.
Un dischetto, quindi, che dà prova della sensibilità non comune del gruppo e conferma il fiuto della Black Candy nell’ambito dell’artigianato indie.
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InLimine

nasce durante il 1999 sull’appennino tosco emiliano (Piandelagotti 1209 mt). Nel 2004 (fin’ora) partecipazione alla fase finale di Montecarlo rock, in finale a Rock Targato Italia e vittoria di ArezzoWave sezione Emilia Romagna e del premio Augusto Daolio. L’indirizzo estetico di InLimine si delinea fra storie favolose e decadenti, ricamate in un sound capace di violenza ed intimità a seconda dell’aria che tira. I testi si snodano in percorsi che vanno dall’ermetismo ingenuo all’ironia paradossale dove succedono cose insolite e poco prudenti…
“Nelle nostre storielle vestite da canzoni succedono cose strane, reali e non reali, belle, brutte, ironiche, violente, dolci, romantiche, noir.... tutte velate da un fondo di decadenza che a volte è più forte a volte meno forte e a volte mascherato da burla..”
La struttura delle canzoni è bascullante tra classica strofa ritornello e una più arbitraria, dilatata o ristretta (come il caffè del bar)…a seconda delle esigenze…
“Nei live l’apnea psicologica vela tutto e l’ambiente è intriso di tensione…” (tratto da intervista a fm italia)

Reporter: domenica 29 giugno dopo la finale del premio Daolio

Nella giornata ci sono state comunque altre buone esibizioni. Soprendente quella dei modenesi In Limine, approccio latamente dark ma nessun riferimento musicale troppo palesato: riconoscibilità e personalità insieme. Ha colpito soprattutto l’atmosfera che il quintetto ha ricreato, con il palco in penombra pieno di lumi e il cantante, ottimo “animale” da palcoscenico, che si portava a spasso un pupazzo inquietante con la testa di lume, un braccio formato da un ammazzamosche (!) e l’altro portante un mazzo di fiori secchi, il tutto costruito probabilmente sulla struttura di una sedia da ufficio con le ruote. Musicalmente gli In Limite sono collocabili all’interno dell’ampia casa del rock italiano, ma hanno sfoggiato intuizioni (arrangiamenti “ad accenti”, nascosti tempi di valzer) che vanno ben al di là dell’ormai coltivato cortile del genere e che impongono di stare bene attenti a questo quintetto.

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Odorama

il progetto Odorama è stato iniziato nel 2002 da Enzo Borghi (b.nz) voce, programmazione; Fabio Crippa (phaf) chitarra, basso, programmazione. Entrambi provengono da esperienze precedenti, il primo come programmatore / tastierista dei Red Eye, gruppo che ottenuto lusinghieri riscontri di critica a livello nazionale, il secondo come chitarrista della crossover band Slack. Nel 2003 si sono aggiunti, prima per le esibizioni dal vivo, poi come membri effettivi: al basso e batteria Andrea "Stoni" Bastoni e Marco Turano, entrambi ex-Red Eye, e il turntablist DJ Cecc.
Il brano “The Time Machine” è stato inserito nella colonna sonora di due film di prossima uscita: “Pesce Piccoli“ di Maurizio Trapani e Alessandra Ravaniglio (soundtrack a cura di Bruce Morrison), e “Modena stazione di Modena” di Daniele Malavolta. L'attitudine indie rock mischiata a ventate di breakbeat e drum 'n bass; l'elettronica sporcata con rumori analogici, scratch e come collante il pop.. tutto questo è Odorama: una cartina profumata o l'odore che asseconda le scene di un film,
il puzzo del mondo in cui ti senti rinchiuso o l'umido di un vecchio libro, diario, che tanto può raccontare...tutto ciò che sognano è che, un giorno, la loro musica si possa annusare.
In attesa, per ora, veniteli ad ascoltare! ;)

Andrea Tinti

Fin dal primo ascolto sembra evidente la passione del combo per l’elettronica mischiata al pop ed al rock alternativo. Ad un secondo passaggio vengono fuori anche ventate di breakbeat e drum’n’bass. Ad un terzo ascolto invece si rimane colpiti dalla profondità delle strutture sonore. Alla quinta tornata cerco paragoni che mi aiutino nelle mia bramosia di catalogare “Something Wrong”. Niente da fare. “A Famous One” ha un intro superlativo ed un cantato soffertissimo. I Depeche Mode che suonano mentre ascoltano i Devo, che fanno una cover di Goldie, con una melodia “rubata” ai Mission.
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