SUBmission al "made in BO":
giovedì 24 giugno dalle 17 a Bologna presso l'arena parco nord. Grande festa in cui saranno presenti gli stand di: il Mucchio, Idbox.it, Transilvania live, Musicboom.it, Rockit.it, Musicaoltranza.net, Kalporz.com; inoltre saranno allestiti stand delle etichette coinvolte (SUBrecords, Black Candy, Audioglobe, Eclectic Circus, Homesleep..) dove sarà possibile acquistare la compilation Indies against IN(vi)DIE e le produzioni dei gruppi che suoneranno. Cast di eccezione scelto tra gli ospiti della già citata compilation. Marlene
kuntz dalle ore 17 Grande
curiosità e attesa per l'esibizione di Marlene Kuntz
che a distanza di poco più di un anno torna a far parlare di
se sul fronte discografico con l'uscita dell'ep "Fingendo
la poesia" dal 28 maggio nei negozi italiani. Senza
peso è probabilmente l'album più completo e bello
di mk, per coloro che riescono a mettere da parte un attimo
le incontrollabili pulsioni verso Catartica o Il vile,
successivi; e forse la caratteristica che contraddistingue marlene
è la capacità di esplorare nuovi e diversi paesaggi
senza curarsi che ciò sia il desiderio dei loro sostenitori,
seguendo solitariamente la propria arte. Meganoidi tra i migliori interpreti dello ska-core nostrano, con un’intensa attività live alle spalle e qualche strano problema con i Supereroi e la Municipale. Il loro primo album, “Into the darkness, into the moda” vede la luce nel 2000, e contiene quel singolo “Meganoidi” che l’anno seguente diventerà una hit televisiva da hot rotation su MTV. Definiti da Musica di Repubblica come miglior band nel 2002, riescono a non essere vittima dell'invasione ska che ha portato ad un appiattimento del genere. Con il successivo lavoro in studio “Outside the loop, stupendo sensation” riescono a rinnovarsi inaspettatamente spiazzando chiunque si fosse approcciato al loro primo disco; album che suona molto più rock internazionale inglobando in esso influenze ska inedite. Mantengono saldi i principi d’autoproduzione e del prezzo politico di vendita, soddisfacendo l’esigenza di mixare il tutto in Canada da Vic Florencia (già al lavoro con Tool e Danko Jones); passaggio a dir loro necessario, per evidenziare i particolari distorti di ciò che descrivono come una perfetta sintesi di istintività, drammaticità e malinconia. Per molti non avranno bisogno di presentazioni. È quasi un decennio che gli Yuppie Flu si aggirano sui palchi italiani, portando avanti un progetto artistico in continua evoluzione, fino a diventare quella che oggi è considerata una delle indie rock bands più importanti del bel paese, conosciuta nel resto del mondo e pubblicata dalla storica Rough Trade. Come Pavement, Grandaddy e Notwist, gli Yuppie Flu hanno saputo lambire i confini più raffinati del pop mantenendo intatta la loro provenienza mediterranea. Brucia in loro la fiamma della melodia, alimentata dalla capacità di arrangiamento e scelta dei suoni. Lo spleen che ispira ogni loro armonia ha fatto innamorare il pubblico, ormai fedele, in costante crescita. Assolutamente da scoprire per chi ancora non li conosce. Il luogo immaginario creato dai Marta sui tubi è un posto buio, illuminato appena da uno spot oscillante, come in un piccolo teatro avvolto da pesanti tendaggi di velluto rosso. "Muscoli e dei", l'album d'esordio della band sicula, è un lavoro raffinato e maturo che gioca con "connotati" teatrali (monologhi, testi cantati/recitati, urla, rumori di fondo...) e atmosfere "grunge". Una combinazione decisamente insolita: come se gli Alice In Chains si incontrassero a metà strada con Vinicio Capossela. Gli undici brani del disco, cantati spesso tutti d'un fiato, e tenuti spesso in piedi solo da una chitarra acustica, provano che, sebbene lo spot oscilli, non si spegne mai. “youth” è il debutto discografico per i Velvet Score. Le sette tracce, che compongono il loro primo lavoro in studio, confermano le attese mostrate nei confronti dei quattro giovani ragazzi toscani che si avvalgono fra l’altro dell’apporto di Andrea Rovacchi in veste di produttore artistico. Sorprendente è il loro talento e la loro capacità nel tessere trascinanti ed avvolgenti composizioni, nelle quali sognanti ed incantate melodie si alternano ad incursioni rumoristiche e deflagrazioni soniche. Musica espansa, dilatata, che non lascia spazio alle parole, fatta di rumori lisci e leggeri e di imperfezioni progettate. Cinquanta minuti nei quali i quattro riescono a creare, fotografare e incorniciare posti celesti e luminosi. Post-rock con il pop dietro l’angolo per un esordio deciso e promettente. Nasce durante il 1999 sull’appennino tosco emiliano (Piandelagotti 1209 mt). 2004: partecipazione ad ArezzoWave nell'ambito psycho stage. L’indirizzo estetico di InLimine si delinea fra storie favolose e decadenti, ricamate in un sound capace di violenza ed intimità a seconda dell’aria che tira. I testi si snodano in percorsi che vanno dall’ermetismo ingenuo all’ironia paradossale dove succedono cose insolite e poco prudenti…“Nelle nostre storielle vestite da canzoni succedono cose strane, reali e non reali, belle, brutte, ironiche, violente, dolci, romantiche, noir.... tutte velate da un fondo di decadenza che a volte è più forte a volte meno forte e a volte mascherato da burla..” La struttura delle canzoni è bascullante tra classica strofa ritornello e una più arbitraria, dilatata o ristretta (come il caffè del bar)…a seconda delle esigenze… “Nei live l’apnea psicologica vela tutto e l’ambiente è intriso di tensione…” (tratto da intervista a fm italia) Sungria: il gruppo si presenta con un singolo in uscita a tiratura limitata in attesa del disco, ma sopratutto con la sua musica: spiritualità reggae, istinto rock, atmosfere elettroniche and the voice... che trasporta in territori lontani, come fossero conosciuti da tutti... una band che entusiasma, coinvolge e fa sognare. Il suono che scava nello spirito… Un live che ammalia e scatena per un concerto curato con sorprendente professionalità ed entusiasmo. www.subrecords.com |
||